La Guerra del Bisonte è una mostra itinerante che può essere montata in aree espositive, sia all'aperto che al chiuso. Occupa fino a circa 300 mq. se la si desidera per intero.
Se è vostro interesse ospitare questa mostra da sola o in concomitanza con altri eventi, siete pregati di contattarci telefonando a 011-655492 o allo 011-9376917, oppure scrivendo a informazioni@alpitrek.com
LA RISERVA ALPITREK
in collaborazione con la
Fort Laramie National Historical Site
- United States Departement of the Interior -
presenta la mostra
LA GUERRA DEL BISONTE
PREMESSA
Il trattato del 1868 firmato a Fort Laramie lasciava ai Teton tutto il territorio dell'attuale stato del South Dakota a ovest del fiume Missouri e riconosceva agli indiani i territori dei fiumi Powder e Big Horn.
In seguito a questo trattato i Lakota si divisero, una parte seguì Murpiya Luta - Nuvola Rossa - nell'agenzia sull'Alto Platte e tra mille difficoltà accettò di fatto La Riserva.
L'altra, quella ostile, per non farsi corrompere dalla civiltà dell'Uomo Bianco restò a Nord nella regione del Powder conservando il vecchio stile di vita tribale basato sulla caccia e sulla guerra.
L'economia dei Lakota della Riserva gravitava intorno all'agenzia dove venivano distribuite le razioni del governo mentre l'economia degli indiani ostili continuava a dipendere esclusivamente dalla caccia al bisonte.
L'esistenza del bisonte americano garantiva quindi l'esistenza dei Lakota ostili.
Distruggere la mandria era il mezzo per l'Uomo Bianco per distruggere i Lakota ostili.
QUESTA FU LA GUERRA DEL BISONTE
All'inizio della luna che ingrassa i cavalli - il mese di maggio per l'Uomo Bianco - gli indiani ostili che avevano passato l'inverno sparpagliati nella prateria cominciarono a radunarsi sulle rive del Rosebud. I cavalli dovevano rimettersi in forza e la marcia verso Nord fu volutamente lenta. Dal Rosebud avrebbero proseguito insieme per celebrare la danza del sole e cacciare il bisonte spostandosi verso il Little Big Horn.
Questa mostra è la Ri-Creazione dell'accampamento di una di queste piccole bande composta da tre famiglie che si muoveva verso Nord per raggiungere i compagni. Essa è costituita da quattro tipì di cui uno ha la copertura parzialmente rialzata, il visitatore può così vedere il suo interno.
La disposizione degli oggetti segna le abitudini tradizionali del "Popolo degli Uomini". Le armi meritano particolare attenzione; per poter vivere liberi i Lakota dovevano combattere incessantemente, di conseguenza erano abili nella guerra e nella caccia, esse quindi avevano per loro estrema importanza in quanto contribuivano insieme al coraggio a mantenere indipendente la nazione Sioux.
EPILOGO
Dopo la battaglia avvenuta sul Little Big Horn il 25 giugno 1876 i Sioux subirono l'iniziativa dell'Esercito degli Stati Uniti e con la resa della banda - invitta - che seguiva Cavallo Pazzo, avvenuta nel maggio del 1977 a Camp Robinson, Nebraska, finì la loro esistenza libera e selvaggia.
LA RESA
Giunti in visita di Camp Robinson si misero a cantare, cantavano forte, cantavano tutti, i guerrieri avanzavano in serrato ordine militare molti avevano copricapi da gurerra, uomini e cavalli erano dipinti da battaglia, in mano serravano le armi coraggiose della vita libera e selvaggia, dietro i guerrieri, donne forti con i loro bambini seguivano in formazione protetta come ai vecchi tempi. Non era lamento, era l'ultimo canto libero nelle pianure.
Avevano duemila cavalli, glieli tolsero.
Tolsero loro la libertà.
"I tipi sono dimore straordinariamente utili e belle ed è confortevole viverci in ogni stagione": parola di Joseph Reddeford Walker mountain man di prima categoria.
Joe Walker dice il vero, al contrario delle tende moderne nel tipì si può vivere bene.
Tipì è la parola Sioux, vuol dire "serve da casa" ("ti"=casa - "pì"=serve da) con questo nome vengono chiamate le tende coniche dei cacciatori nomadi a cavallo delle grandi pianure nordamericane. Sono inconfondibili per le caratteristiche "Wipipage" orecchie sommitali per la fuoriuscita del fumo. Nei vecchi tempi l''"Unhnugaska", la copertura era in pelle di bisonte, calda d'inverno fresca d'estate ma faticosa da realizzare e pesante da trasportare. I Sioux, resi estremamente pratici dalla vita nomade condotta in quel meraviglioso inferno che erano le pianure già nel 1870, iniziarono ad usare tipì di tela robusta e impermeabile, da quel momento i tipì divennero più grandi e spaziosi, leggeri, poco ingombranti e facili da trasportare. Venivano acquistati da mercanti bianchi.
La mostra comprende:
Oggetti esposti all'interno del tipì: Oggetti esposti all'esterno del tipì: le armi
- giacigli in pelle di daino erano pronte all'uso appoggiate al palo davanti
- focolare di pietre all'apertura del tipì
- legna da bruciare - scudo
- parfleche - arco e frecce riposte nella faretra
- borse in pelle di daino - mazze da guerra
- ventaglio di penne - fucile comprato dall'uomo bianco con fodera
- poggiaschiena in pelle di daino ricamate con perle di vetro
- Wapà Ha, copricapi da guerra in penne - lancia
d'aquila usati dai leader guerrieri - lancia ricurva
- abito femminile in pelle di - bastone dei colpi
daino ricamato con perle di vetro - casacca da guerra in pelle di daino ricamata
- culla da trasporto per neonati con perline e adornata con capelli umani
- abito da bambini in pelle di daino scalpati in battaglia dal proprietario
- calumet e testa di bisonte
- tamburo
- treggia
Conferenza
"Little Big Horn": cronaca di una battaglia - Relatore Mauro Ferraris
"La diffusione del cavallo nel Nord America"
Pannelli illustrativi sui seguenti argomenti
- Lo scudo di guerra - La Sacra Pipa e i Sette Fuochi
- Lo scalpo - Il ruolo della donna nella società Sioux
- Wapà Ha - Il Tipì
- Il coltello indiano - La Treggia
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